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Purgatorio, c. IX. Dianzi, nell'alba che precede al giorno, Quando l'anima tua dentro dormia Sopra li fiori, onde laggiù è adorno Venne una donna, e disse: Io son Lucia - CARTOLINA |
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Purgatorio, c. XX. Perché men paia il mal futuro e il fatto Veggio in Alagna entrar lo fiordaliso, E nel vicario suo Cristo esser catto - CARTOLINA |
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Purgatorio, c. XI. "Oh!"dissi lui: "Non se' tu Oderisi, L'onor d'Aggobbio, e l'onore di quell'arte Che alluminare, chiamata è in Parisi?" - CARTOLINA |
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Purgatorio, c. VIII. E vidi uscir dall'alto e scender giùe Due angeli con due spade affocate, Tronche e private delle punte sue - CARTOLINA |
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Purgatorio, c. V. Quivi perdei la vista, e la parola Nel nome di Maria finii; e quivi Caddi, e rimase la mia carne sola - CARTOLINA |
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Purgatorio, c. X. L'angel che venne in terra col decreto Della molt'anni lacrimata pace, Che aperse il ciel dal suo lungo divieto, Dinanzi a noi pareva sì verace Quivi intagliato in un atto soave, Che non sembiava immagine che tace - CARTOLINA |
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Purgatorio, c. I. Lo duca mio allor mi diè di piglio, E con parole e con mano e con cenni, Riverenti mi fe' le gambe e il ciglio - CARTOLINA |
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Paradiso, c. X. Questi, che m'è a destra più vicino, Frate e maestro fummi, ed esso Alberto E di Colonia, ed io Thomas d'Aquino - CARTOLINA |
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Paradiso, c. XXX. Così mi circonfulse luce viva; E lasciommi fasciato di tal velo Del suo fulgor, che nulla m'appariva - CARTOLINA |
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Paradiso, c. XXIX. Vedi l'eccelso omai e la larghezza dell'Eterno valor, poscia che tanti Speculi fatti s'ha, in che si spezza, Uno manendo in Sé come davanti - CARTOLINA |
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