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Paradiso, c. XXII. E quel son io che su vi portai prima Lo nome di Colui che in terra addusse La verità che tanto ei sublima - CARTOLINA
Paradiso, c. XVIII. Però mira nei corni della croce: Quello ch'io nomerò, lì farà l'atto Che fa in nube il suo foco veloce - CARTOLINA
Paradiso, c. VII. Però d'un atto uscir cose diverse; Ch'a Dio ed ai Giudei piacque una morte; Per lei tremò la terra e 'l ciel s'aperse - CARTOLINA
Paradiso, c. XI. Ma, perch'io non proce la troppo chiuso, Francesco e Povertà per questi amanti Prendi oramai nel mio parlar diffuso - CARTOLINA
Paradiso, c. I. Quando Beatrice in sul sinistro fianco Vidi rivolta,e riguardar nel sole: Aquila non gli s'affisse unquanco - CARTOLINA
Purgatorio, c. XIX. Con l'ali aperte che parean di cigno, Volseci in su colui che si parlonne, Tra due pareti del duro macigno - CARTOLINA
Purgatorio, c. XVIII. Tosto fûr sovra noi, perché correndo Si movea tutta quella turba magna; E due dinanzi gridavan piangendo - CARTOLINA
Purgatorio, c. XXIII. Ed ecco nel profondo della testa Volse a me gli occhi un'ombra, e guardò fiso, Poi gridò forte: "Qual grazia m'è questa?" - CARTOLINA
Purgatorio, c. XXV. ...: Al bosco Si tenne Diana, ed Elice caccionne Che di Venere avea sentito il tósco - CARTOLINA
Purgatorio, c. XXIV. "Questi" (e mostrò col dito) è Bonagiunta, Bonagiunta da Lucca; e quella faccia Di là da lui, più che l'altre trapunta, Ebbe la Santa Chiesa in le sue braccia: Dal Torso fu, e purga per digiuno L'anguille di Bolsena e la vernaccia" -