Terza di copertina:
Fra gli statuti delle Arti e Corporazioni cittadine, quello dei Funari è, nella sequenza ordinale, il primo dell'omonima serie dell'Archivio Priorale del Comune di Foligno. A testimonianza di una ben più consistente attività artigianale che così profondamente ha plasmato il tessuto della società medievale, di cui talvolta si è persa la memoria scritta, possiamo documentare oltre i funari, i giudici e notai, i tavernieri e albergatori, i salenari, i falegnami, i merciai e bambagiai. In simile contesto, l'arte dei funari è, in ordine di importanza, pari al ruolo che, in una società basata sull'agricoltura, riveste la canapa, pianta erbacea dalla fibra tessile, la cui coltivazione si estendeva in lungo e in largo su tutto il territorio folignate dalla pianura alla montagna.
Benchè di solida struttura, il tempo e l'uso prolungato avevano ridotto il prezioso manoscritto in un precario stato di conservazione, al punto da richiederne un improrogabile intervento di restauro, pena la stessa fruibilità da parte degli studiosi.
L'iniziativa della Confartigianato Imprese Foligno di salvare un'opera d'arte di natura archivistica ha fatto tutt'uno con l'individuazione del pezzo. Per una associazione della storica e benemerita categoria degli artigiani non poteva esserci scelta più felice: con la canapa e con le funi s'intreccia tanta storia di Foligno.
Indice:
pag. 7 Presentazioni
11 Premessa
13 Le scritture che destino, Renzo Marconi
L'archivio un bene di tutti
La memoria parziale
Memoria della memoria
29 Carta dell'Arte dei Funari, Paola Piermatti
Lo Statuto
L'ordinamento dell'Arte
Il lavoro dei Funari
Gli apprendisti
Le donne
La concorrenza
Le frodi
Norme morali e religiose
Le rubriche della Carta dell'Arte dei Funari
Sottoscrizione notarile
Gli iscritti all'Arte
51 Il Restauro, Maria Grazia Bintoni
53 Bibliografia
59 Documentazione fotografica